Mario Stoppani

Grande pilota, collaudatore e trasvolatore

Mario Stoppani iniziò la sua avventura nell'aviazione come volontario durante la Prima Guerra Mondiale, distinguendosi come pilota da caccia con sei vittorie aeree. Dopo il conflitto, divenne un collaudatore presso l'Ansaldo, contribuendo allo sviluppo del celebre S.V.A. 5.

NOMEMario Stoppani
FFAAAeronautica Militare
NATO24 Maggio 1895 Lovere (BG)
MORTO20 Settembre 1959 Lago d'Iseo (BS)

Eleganza e cura nel dettaglio.

Elegante e raffinato, l’orologio dedicato al pilota collaudatore Mario Stoppani. Di questo prezioso orologio commemorativo sono disponibili solo 100 esemplari, ai quali si aggiungono quattro numeri speciali rappresentati da Pi greco, radice quadrata di 2, numero di Nepero e i del numero immaginario.

L'orologio presenta sul quadrante e sulla corona una fedele raffigurazione dell'idrovolante CANT Z 506, chiamato "airone", grazie al quale, il leggendario pilota è riuscito a portare al termine sette importanti record.

Sulla parte posteriore, è presente il ritratto del pilota con la cifra 44.000 che indica le ore di volo accumulate dal pilota durante la sua importantissima carriera da pilota. E' inoltre presente la dicitura "MARIO STOPPANI PILOTA DEI RECORD" e il numero di edizione limitata dei soli 100 esemplari in tutto il mondo.



MarcaLocman
Vetrozaffirizzato
Cassa42mm
Acciaio316L
Cinturinopelle o acciaio a scelta
Certificatodi edizione limitata 100 pezzi
Prezzo358

IN OMAGGIO CON L'OROLOGIO

Mario Stoppani. Il pilota dei record

Diavolo dei cieli o Dio dell'aria? Mario Stoppani forse li ha rappresentati, nel corso della sua vita, entrambi. Una vita tutta dedicata al volo aereo: quarantaquattromila ore in aria, praticamente 5 anni passati nei cieli di tutto il mondo, detentore di 50 record mondiali, alcuni dei quali tuttora imbattuti, oltre mille aerei collaudati. Moltissimi i riconoscimenti ricevuti: medaglia d’Oro e d’Argento alle Olimpiadi di Anversa del 1920, due medaglie d’Argento al valor militare, una medaglia d’Oro e una d’Argento al valor aeronautico, la Croce di S. Giorgio concessagli dallo Zar Nicola II di Russia, Cavaliere dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro. Una vita da romanzo tra duelli aerei, incidenti, frequentazioni illustri da D’Annunzio a Mussolini, fino ad essere il primo pilota civile ad atterrare a Malpensa.

EditoreIdrovolanti Emozioni
Pubblicazione31 Luglio 2019
AutoreFrancesco Dionigi
IllustratoreAlessandro Colonna

LA STORIA DEL PILOTA DEI 100 RECORD:

Mario Stoppani, nato il 24 maggio 1895 a Lovere, fin da giovane sviluppò una forte passione per la meccanica.

Tuttavia, la sua vera ambizione era volare, un sogno che lo aveva affascinato sin dai primi giorni del pionierismo dell'aviazione, anche se le sue risorse finanziarie non gli permettevano di accedere al mondo dell'aviazione.

Attese pazientemente di compiere diciotto anni, l'età minima richiesta per diventare volontario nel Regio Esercito, e presentò domanda per entrare nel Corpo Aviatori. Dopo aver superato le visite mediche, Stoppani fu assegnato alla Scuola di Addestramento Reclute di Mirafiori.

Solo poco prima dello scoppio della Prima Guerra Mondiale, Stoppani venne inviato in una scuola di volo. Nel 1915, iniziò il corso di addestramento come pilota aviatore presso il campo di S. Giusto a Pisa, dove imparò a volare a bordo di un monoplano Blériot XI con un motore da 80 CV.

Dopo sei mesi di addestramento, venne nominato pilota d'aeroplani e assegnato alla 3ª Squadriglia da ricognizione con sede a Medeuzza (Udine). Le sue abilità e attitudini, insieme alla sua preparazione tecnica, lo resero noto ai suoi superiori, che lo designarono pilota istruttore a Cascina Malpensa.

Stoppani realizzò il suo sogno nel maggio 1916, quando venne assegnato alla 76ª Squadriglia Caccia che operava in Veneto e Friuli con velivoli Nieuport "Bebè". In questo contesto, Stoppani dimostrò di essere un abile pilota, riuscendo a ottenere sei vittorie contro aerei nemici e guadagnando due Medaglie d'Argento al Valor Militare e la Croce di S. Giorgio di 3ª classe, conferitagli dallo Zar Nicola II.

Nel marzo 1917, Stoppani lasciò il servizio attivo nell'Aviazione del Regio Esercito con l'approvazione delle autorità militari e divenne collaudatore per l'Ansaldo. Qui ebbe un ruolo chiave nel collaudare lo S.V.A. 5, l’ultima evoluzione di un velivolo progettato nel 1914 che proprio Stoppani portò in volo, per la prima volta, nel marzo 2017.

Nel 1919, insieme a Giuseppe Grassa, Stoppani compì un volo straordinario da Torino a Barcellona in sole quattro ore, giusto in tempo per l'inaugurazione dell'Esposizione Mondiale dell'Aeronautica.

Mario Stoppani rimase all’Ansaldo fino al 1922. Successivamente, divenne istruttore di volo presso diverse scuole di volo militari e civili, ma tornò a collaborare con l'ingegnere Filippo Zappata, fondando una prolifica partnership.

Nel corso degli anni, collaborò con diverse società aeronautiche, partecipando a competizioni aeree e battendo diversi record di distanza e altezza con vari tipi di velivoli.

L'attività di Stoppani si concentrò principalmente sul collaudo e lo sviluppo di velivoli prodotti dalle Officine Aeronautiche a Monfalcone, e successivamente da altre società, quali la SIAI e la Nardi. In questi contesti, contribuì significativamente allo sviluppo di numerosi aerei e partecipò a competizioni aeree e raid a lunga distanza per promuovere i prodotti delle aziende aeronautiche italiane.

Mario Stoppani volò fino alla fine della sua vita, dimettendosi solo pochi giorni prima della sua morte nel settembre 1959.

La sua eredità è stata onorata con l'intitolazione di strade e monumenti in diverse località italiane, il che rappresenta una grande testimonianza del suo contributo straordinario all'aviazione italiana.

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